Le raccomandazioni di John Mueller sui siti web internazionali

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L’internazionalizzazione dei siti web multilingua e/o multiregione è un processo che molti SEO trovano ostico e confusionario, soprattutto a causa della poca chiarezza delle linee guida di Google sui corretti segnali da inviare. La guida alla SEO multilingua che ho pubblicato su questo blog nasce proprio dall’esigenza (mia in primis) di comprendere più a fondo le raccomandazioni in materia e capire quando, come e perché applicarle.
Per questo sono sempre molto felice quando Big G si decide a trasmettere qualche informazione meno criptica su questo argomento.

Durante il central office hours Hangouts dello scorso 9 dicembre il portavoce di Google John Mueller ha dedicato un’intera sessione proprio all’ottimizzazione dei siti web internazionali, per dissipare e chiarire i dubbi dei webmaster a riguardo.
Ho voluto riassumere i punti salienti della sessione in questo articolo, come corollario alla guida, sperando possano tornare utili a chi è alle prese con un progetto web multilingua.

Ottimizzazione di siti internazionali, le risposte di Mueller

Accenti e caratteri speciali

Quando si cura un sito web in una lingua che presenta caratteri speciali (accenti, umlaut, segni diacritici), sia le keyword all’interno delle pagine che il nome di dominio dovrebbero essere scritti nella versione ortograficamente corretta: nonostante gli utenti in alcuni casi cerchino su Google determinate parole senza accenti o segni speciali per una questione di comodità, Mueller raccomanda di utilizzare sempre la versione ufficiale, in quanto normalmente l’algoritmo è in grado di riconoscere che si tratta dello stesso vocabolo.

Geolocalizzazione in Search Console

Lo strumento di targeting internazionale su Search Console permette di segnalare a Google il Paese specifico a cui è rivolto un dominio, un sottodominio o una directory. Mueller conferma e ribadisce l’importanza di questo segnale per i progetti geolocalizzati, e specifica inoltre la differenza tra il non selezionare il Paese di destinazione ed il selezionare “Non elencato” dal menù a tendina – la prima opzione permette a Google di rilevare in automatico il Paese target, mentre la seconda comunica che non vogliamo che il sito sia geolocalizzato, ma vogliamo invece mostrare la stessa versione a tutto il mondo.

Dominio

I domini nazionali (.it, .de, .fr, .co.uk, eccetera) sono ancora un segnale molto forte per il geotargeting e aiutano i posizionamenti nel Paese di riferimento. Mueller raccomanda infatti di non utilizzarli come “vanity domain” soltanto per avere un URL accattivante. Per un sito web multiregione viene fortemente consigliato l’utilizzo di un dominio generico, ad esempio .com.

Nuove estensioni

Riguardo alle nuovissime estensioni dei domini di primo livello, come ad esempio .asia, .swiss o .eu, Mueller conferma che sono ritenute a tutti gli effetti domini generici e non nazionali.

Posizione del server

Mueller afferma che la posizione geografica del server non è un fattore che influenza i posizionamenti locali, né viene solitamente usato come segnale per localizzare il sito. Soltanto nel caso in cui l’algoritmo di Google non riuscisse ad identificare il targeting geografico tramite Search Console, i testi delle pagine, l’estensione del dominio e i tag hreflang, potrebbe decidere di utilizzare la posizione del server come fattore, ma si tratta di un caso molto raro.

Tag hreflang

Mueller chiarisce anche alcuni aspetti riguardo ai tag hreflang:

  • Occorre inserirli nell’head delle pagine, prima di fogli di stile o script. Questi ultimi potrebbero infatti rendere difficile la lettura dei tag da parte dei crawler.
  • Non influenzano i posizionamenti, ma semplicemente segnalano a Google le versioni alternative della pagina.
  • Possono essere cross-domain, ovvero puntare a domini diversi.
  • Non sono necessari se non si hanno versioni in altre lingue della pagina.
  • Possono essere usati solo su alcune pagine del sito, non necessariamente su tutte.
  • Se non vengono riconosciuti nell’head del sito, è consigliabile provare a inserirli nella sitemap.
  • Il tag x-default non è obbligatorio.
  • Molto spesso l’errore “nessun tag di ritorno” in Search Console riferito agli hreflang è dovuto a un’errata scrittura degli URL all’interno dei tag. Per questo Mueller raccomanda sempre l’uso dei tag canonical e consiglia di assicurarsi che la versione dell’URL indicata nel tag sia quella canonica.

Contenuti

Gli hreflang non scongiurano le penalizzazioni da contenuto duplicato: se due pagine presentano contenuto identico nella stessa lingua, Google potrebbe facilmente decidere di indicizzare una sola delle due versioni pur essendo indicati due Paesi differenti come target. Mueller consiglia di differenziare sempre i contenuti, anche se si tratta di due Paesi che parlano lo stesso idioma.

Le parole inglesi nel copy scritto in un’altra lingua generalmente non creano confusione, se entrate nel linguaggio comune e non predominanti nel testo (ad esempio weekend, web, basket). Fattori come indirizzi e numeri di telefono possono invece influire nella localizzazione – l’esempio che Mueller porta è quello di agenzie inglesi che affittano case in Spagna. In questo caso Google potrebbe ritenere che la pagina sia in due lingue differenti e decidere di indicizzarla sia per la Spagna che per il Regno Unito.

Spero che le risposte di Google vi abbiano aiutato a far luce sui vostri dubbi riguardo la localizzazione!
Potete sempre twittare le domande che vi restano a Mueller in persona – posso assicurare che è velocissimo a rispondere 🙂

Di Susanna Marsiglia

Blogger, content manager, SEO, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro.

Commenti (2)
  1. Linda 21 dicembre 2016 at 11:07

    Ostico e confusionario mi sembrano termini perfetti.
    Ho una domanda, potrebbe bastare inserire i tag HREFLANG all’interno delle sitemap?
    Mi trovo in una situazione di avere svariati domini nazionali .it .fr .ru .com ecc… ma non tutti sono gestiti dall’azienda madre, e purtroppo i rapporti con chi gestisce gli altri siti negli altri stati non è facile… è dunque impossibile implementare tag hreflang in modo completo…
    Grazie

    • Susanna Marsiglia 21 dicembre 2016 at 20:20

      Ciao Linda, assolutamente sì, gli hreflang possono essere tranquillamente inseriti nella sitemap anziché nell’head delle singole pagine.
      Quel che ti consiglio di fare, avendo più domini, è creare un sitemap index che linki a tutte le singole sitemap e inserire gli hreflang nelle sitemap. Ho indicato qui come farlo 🙂

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