Sei un web designer? Aggiungi un nofollow ai tuoi “designed by”

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Per web designer e web agency si tratta di una pratica comunissima: all’atto finale dello sviluppo di un sito web viene aggiunto nel footer un link al proprio sito/portfolio, spesso preceduto da un “Designed by” (o “Created by”, “Developed by”, siamo tutti molto anglofoni in questi casi).
Una sorta di “firma digitale” con cui hanno preso confidenza anche i non addetti ai lavori, i quali non la considerano affatto fastidiosa o dannosa per l’esperienza utente (la firma è nel footer, non disturba la navigazione e spesso si rivela anche una risorsa utile per chi è in cerca di un professionista).

Esistono scuole di pensiero diverse al riguardo – alcune agenzie sostengono infatti che sia poco professionale pubblicizzarsi attraverso i siti dei clienti, mentre altre addirittura propongono loro un piccolo sconto sullo sviluppo del sito per poter inserire la propria firma nel footer.
Tuttavia finora in pochi si sono domandati se questa fosse o meno una buona pratica agli occhi di Google.
Dal punto di vista SEO, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ottenere backlink in questo modo?

La domanda è stata posta a John Mueller di Google Zurigo durante un Google webmaster Hangout avvenuto lo scorso febbraio. La sua risposta è più che mai eloquente: Mueller raccomanda a tutti i designer e sviluppatori di aggiungere sempre l’attributo “nofollow” ai link dei footer (minuto 19:47 dell’Hangout).

Perché il dofollow è da evitare

Fino a qualche anno fa, prima che Google prendesse le dovute precauzioni per penalizzarli, proliferavano siti con footer pieni zeppi di link spammosi, spesso volutamente nascosti all’utente.
Molti webmaster alle prime armi all’epoca cedettero alla tentazione di inserirli nei siti che sviluppavano, vendendoli alle società come backlink per guadagnare qualche soldo in più. Da allora Big G guarda con sospetto qualsiasi link contenuto nei footer dei siti web, partendo sempre dal presupposto che nel 70% dei casi si tratta di spam o link innaturali.

Mueller al riguardo ha dichiarato:

Dal nostro punto di vista il webmaster non piazza i link esplicitamente su questi siti. Perciò raccomanderei, se voleste inserire il vostro link nel footer, di aggiungergli sempre un nofollow, in modo tale che sia un collegamento su cui chi è interessato può cliccare ma al contempo non sia visto come un link editoriale. In questo modo non dovrete preoccuparvi in seguito pensando “oddio ho messo tutti questi link su questi siti web e ora Google penserà a una link building innaturale o qualcosa di assurdo”. Se siete d’accordo con il vostro cliente e volete inserire un link nel footer potete farlo senza problemi, ma raccomanderei sempre l’uso di un nofollow.

Riassumendo: per Google tutti i link devono essere naturali e il rischio che si corre lasciando un “dofollow” a questo tipo link è che l’algoritmo li percepisca come spam, essendo presenti in tutte le pagine del sito e non essendo classificabili come contenuto editoriale (ovvero una risorsa utile linkata per fornire informazioni rilevanti all’utente).
Potrebbe non essere dannoso lasciare il “dofollow” su siti web one page, ma quando si parla di siti multipagina (e quindi il link viene ripetuto in più pagine con la stessa identica formula) meglio essere previdenti.

Io stessa ho provato, per puro spirito indagatore, ad aggiungere un “nofollow” al “Designed by” nel footer di un magazine online che gestisco (che ha qualche centinaio di pagine indicizzate). Nel giro di tre settimane il punteggio spam del mio sito sull’Open Site Explorer di Moz è sceso di un punto (per la precisione da 4 a 3).

Benché quindi non si tratti ufficialmente di link building dannosa o innaturale, c’è il rischio che Google la percepisca come tale e la best practice da loro raccomandata è l’aggiunta di un nofollow.
Prevenire è meglio che curare! 🙂

Di Susanna Marsiglia

Blogger, content manager, SEO, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro.

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