Tag canonical: come e quando utilizzarli correttamente

Difficoltà:    

Comprendere a fondo le dinamiche di utilizzo dei tag canonical (rel canonical) è stata una tra le sfide più ardue nel mio primo approccio alla SEO on page.
Sebbene a prima vista le linee guida di Google a riguardo lascino spazio a ben pochi dubbi, ritrovarsi a dover utilizzare questi tag su un progetto reale è stata ben altra storia. Quando vanno realmente utilizzati? Possono essere un’alternativa a un redirect? Come ci si assicura di non averli implementati in modo sbagliato? Ma soprattutto (ed è la domanda principale alla quale cercherò di rispondere in questo post) quali sono i casi in cui Google decide di non onorare un tag canonical?
Cerchiamo di fare chiarezza partendo dalle basi:

Cos’è un tag canonical e a cosa serve (secondo Google)

Il canonical è un tag html che comunica ai motori di ricerca qual è la versione ufficiale dell’URL di una certa pagina. Va inserito nell’head utilizzando l’attributo rel=”canonical”:

<link rel="canonical" href="https://blog.susydrake.net">

Si utilizza principalmente per evitare penalizzazioni da contenuto duplicato quando la pagina è raggiungibile da più versioni dell’URL, ad esempio a causa di un permalink dinamico, dell’appartenenza a più categorie, o ancora per indicare la preferenza tra www e non www, http e https. Nell’esempio qui sopra ho espressamente indicato a Google di considerare la versione https del mio blog come quella principale, privilegiandola alla stessa pagina senza https.
La pagina “non canonical” finisce deindicizzata permanentemente da Google e passa quasi tutto il suo valore (eventuale link juice e popolarità) alla pagina canonical.

Qual è la differenza tra un redirect e un canonical?

Dopo aver letto questa definizione, verrebbe da pensare che un tag canonical è in tutto e per tutto simile a un redirect 301. Le differenze a ben vedere sono davvero minime, ma è fondamentale capire la sottile linea che li separa.
In termini molto semplicistici, questo è quello che il nostro sito sta comunicando ai motori di ricerca:

Redirect 301: questa pagina non è più online a questo indirizzo, porta l’utente sulla sua nuova versione e passale tutto il valore di questa pagina.
Canonical: questa pagina ha più versioni, resteranno tutte online ma desidero indicizzare solo quella ufficiale e passarle tutto il valore delle altre.

La differenza sostanziale sta nel fatto che il redirect 301 influisce sulla user experience, in quanto di fatto porta l’utente su un’URL differente rispetto a quella che ha digitato o su cui ha cliccato, mentre il canonical è una metrica puramente riservata ai motori di ricerca e serve a far trovare su Google solo e soltanto la versione corretta della pagina per una data keyword.

Quando usare un canonical al posto di un 301?

  • In caso di permalink dinamici, ad esempio stringhe per il tracciamento delle campagne social (di norma qualsiasi stringa che inizi con ?, ad esempio www.miosito.it/?linkd=232)
  • In caso di www e non www, http e https (in questa situazione consiglio anche un redirect tramite htaccess)
  • Se si tratta di un articolo o di un prodotto e-commerce assegnato a più categorie e quindi raggiungibile da più percorsi (www.miosito.it/categoria1/articolo vs www.miosito.it/categoria2/articolo)
  • Estensioni dell’URL (www.miosito.it/pagina.html vs www.miosito.it/pagina) – trovate qui un tutorial su come eliminarle
  • Slash alla fine dell’URL (www.miosito.it/pagina/ vs www.miosito.it/pagina)

Il tag canonical, a mio parere, andrebbe implementato su ogni pagina di qualsiasi sito web. Il suo utilizzo non comporta infatti alcuna penalizzazione da parte in Google (una pagina con un canonical verso sé stessa è semplicemente ridondante, ma non sta violando alcuna regola) e ci viene in aiuto in caso di doppie versioni dell’URL di cui magari non eravamo a conoscenza. Insomma, è il classico caso in cui prevenire è sempre meglio che curare 🙂

Implementazione su due pagine leggermente diverse

Recentemente mi è stato chiesto se il tag canonical si può applicare anche a due pagine non esattamente identiche, ma che si somigliano molto. Un esempio su tutti sono i prodotti non più disponibili su un e-commerce, che in alcuni casi non possono essere reindirizzati per ragioni logistiche o legali (il cliente potrebbe aver bisogno di leggere caratteristiche, termini e condizioni dopo averli acquistati) e al contempo hanno bisogno di rimanere indicizzati per non perdere la link popularity che hanno guadagnato e che stanno passando ad altre pagine del sito.

In questo caso alcuni e-commerce decidono di applicare un canonical che punta ad una pagina molto simile a quella del prodotto non disponibile, ad esempio una diversa versione di quello stesso prodotto, oppure la pagina categoria o la pagina del rivenditore. Le due pagine devono ovviamente trattare lo stesso argomento, offrire lo stesso tipo di servizio agli utenti e avere una struttura molto simile, proprio per non snaturare lo scopo ultimo del canonical, che è quello di fornire agli utenti la versione ufficiale della pagina che risponde alla loro query.

Per questo raccomando sempre estrema cautela nell’usare il canonical su due pagine diverse: i requisiti da soddisfare sono estremamente precisi, le due pagine devono essere ugualmente pertinenti alla query dell’utente e se possibile ottimizzate sulla stessa keyword. Anche la minima variazione potrebbe far decidere a Google di non onorare il tag canonical.
canonical pagine diverse

Quando il tag canonical viene ignorato?

Dalla mia esperienza, ho verificato che Google ignora quasi sempre un canonical in questi casi:

  • La pagina non-canonical ha meno contenuto di quella canonical (il tag viene ignorato in quanto Google considera sempre più rilevante una pagina con più contenuti);
  • La pagina canonical non viene ritenuta ugualmente utile per gli utenti, ad esempio non ha prodotti disponibili o offerte attive;
  • I metatag delle due pagine sono troppo diversi, in particolare title e H1. Se Google non trova le stesse keyword o al massimo loro varianti, considera le due pagine non idonee ad una canonicalizzazione.

Come sempre ricordate che l’utente ha la priorità, e quando siete dubbiosi sull’implementazione di un canonical su due pagine non esattamente uguali chiedetevi sempre se questa soluzione porterà un vantaggio ai visitatori del vostro sito e li aiuterà a trovare più facilmente ciò che cercano. Quasi sempre Google la penserà come voi 🙂

Di Susanna Marsiglia

Blogger, content manager, SEO, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro.

Commenti (4)
  1. Pingback: Le raccomandazioni di John Muller sui siti web internazionali

  2. Alessio 25 ottobre 2016 at 16:10

    Salve Ilario,
    ho una domanda da porti… ho un sito che vende anche pizza a domicilio, ho la necessità di fare una pagina simile( cioè http://www.nomesito/pizza-a-domicilio/paese1/) per tutti i paesi.
    In questo caso pensi che verrei penalizzato se per ogni paese usassi il tag canonical verso la pagina del servio madre cioè “pizza-a-domicilio”.
    E a livello di posizionamento avrei chance a posizionare questa pagina per ogni paese?
    Grazie mille

  3. Pingback: Come rimuovere le estensioni da un URL tramite htaccess

  4. Ilario Gobbi 30 agosto 2016 at 14:24

    Articolo utile e chiarificatore sull’argomento, grazie mille!

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